Agrigento, testimonianza dell’antica Magna Grecia

Agrigento, città letteraria e artistica, a sud-ovest della Sicilia, conosciuta per la Valle dei Templi, oltre che per le innumerevoli chiese e musei, è un’importante testimonianza di un passato ellenico di cui conserva visibilmente traccia. La città è anche nota per essere stata dimora di Luigi Pirandello. La sua casa natale è diventata un museo che merita una visita.

Agrigento, città millenaria, è famosa per la ricchezza che possiede, la Valle dei Templi, una delle più grandi testimonianze della Magna Grecia, che sorge ai piedi della collina, ma anche per la vista mozzafiato sul mare.

Agrigento conserva reperti e bellezze archeologiche lasciate dalle popolazioni che l’hanno abitata e che l’hanno trasformata anche nel nome. Per  greci fu “Akragas”, “Agrigentum” per i Romani, Kerkent o Germent per gli Arabi e Girgenti per i Normanni. Agrigento nacque nel periodo fascista, come deformazione italianizzata del nome latino.

Il paesaggio che fa da sfondo ad Agrigento è suggestivo per la vicinanza con il mare, per il paesaggio collinare con i suoi olivi secolari, gli aranci ed i fiori, con le viuzze ed i piccoli cortili nel centro storico.

Chiese, palazzi, musei, luoghi archeologici, monumenti, fontane, piazze e vie, di grande interesse storico, artistico e archeologico.

La Valle dei Templi

agrigentoDal 1997 la Valle dei Templi è divenuta Patrimonio mondiale dell’umanità secondo l’UNESCO. Il parco che la accoglie è il più esteso parco archeologico del mondo che misura circa 1300 ettari.

La Valle dei Templi raccoglie dieci templi dorici, tre santuari e diverse necropoli: Montelusa, Mosè, Pezzino, necropoli romana e tomba di Terone, Paleocristiana e Acrosoli.

Fra le opere idrauliche si trovano il giardino della Kolymbetra e gli Ipogei. Fra i luoghi di riunione dell’antica Grecia, troviamo l’Agorà inferiore nei pressi del tempio di Zeus olimpio e l’Agorà superiore nel complesso museale.

Aree naturalistiche e riserve naturali ad Agrigento

La provincia di Agrigento si presenta molto difforme da un punto di vista ambientale, per via dell’alternanza ora di paesaggi agricoli e naturali, per la catena dei Monti Sicani ed una costa con tratti incontaminati ed una vegetazione ricca con una flora varia.

Un itinerario nella provincia di Agrigento       

Isola di Lampedusa

Vicinissima all’Africa, Lampedusa è circondata da un mare cristallino abitato da pesci tipici nostrani, cetacei e delfini, e luogo di deposizione di uova delle tartarughe marine.

Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio

Una foresta fitta allo stato naturale circonda il fiume Sosio che scorre in un canyon, allo stato naturale.

Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco

Una montagna di m.1.179 che nasconde un bosco di querce e lecci, habitat naturale di una fauna molto varia. Qui si trova l’antica Abbazia di Santa Maria del Bosco (sec.XVI).

Siculiana (Torre Salsa)

Un ambiente costiero con dune sabbiose e macchia mediterranea.

Montallegro (Lago Gorgo)

Origianatosi come bacino artificiale, il Lago è divenuto poi passaggio di uccelli migratori fra il continente africano ed europeo.

Monte Cammarata

La vetta più alta dei Monti Sicani (m.1.578) ricoperto di boschi dove vivono volpi ed istrici, e dove si possono trovare poiane e corvi imperiali.

Monte San Calogero (Monte Kronio)

Rinomato per le acque calde e vapori che escono dalle sue fessure, impiegati a scopo terapeutico.

Grutta ciavuli Sant’Angelo Muxaro

La visita della ‘grotta ciavuli’ di grande interesse speleologico.

La cucina agrigentina

Una nota di merito va senza dubbio alla cucina e gastronomia agrigentina, ricca e variegata, grazie alle influenze, anche in ambito culinario, delle dominazioni nel territorio, e alla diversità fra le varie zone della provincia.

Nelle zone costiere e nelle Isole Pelagie vi sono prevalentemente piatti di pesce, mentre nell’entroterra e nelle zone montane i prodotti della terra.

Veri tesori del territorio le olive e l’olio di Caltabellotta, le arance di Ribera, l’uva di Canicattì, la pesca di Bivona, il melone cantalupo di Licata.

E poi tutta l’abbondanza della gastronomia pastorale: carni e formaggi, di Cammarata, S.Giovanni Gemini e S.Stefano di Quisquina.

Fra i piatti tipici di mare, dovete assaggiare la minestra di seppie, che potrete trovare e gustare a Siculiana Marina, la sogliola alla saccense a Sciacca, le polpette di sarde a Licata, e all’isola di Lampedusa, gli spaghetti all’isolotto e il dentice al forno con brodo di carne.

Molto ricca l’offerta gastronomica tipica dell’entroterra e della zone montane: dalla pasta di S.Giuseppe a Ribera a quella coi carciofi a Menfi, con fave e ricotta a Montevago, coi ceci a Favara; e ancora non dimenticate di degustre i tipici cavatelli all’agrigentina, l’ottimo coniglio all’agrodolce cucinato divinamente a S.Angelo Muxaro, o la stigghiola a Racalmuto, “u pitaggiu” a Castrofilipppo.

Se in cerca di specialità della provincia agrigentina, potete trovare il “macco” di Raffadali e il “tagano” di Aragona.

Anche la produzione vinicola è degna di nota anche per i numerosi riconoscimenti ricevuti.

Fra i dolci vanno menzionate la ricotta e le mandorle: cassatelle a S.Margherita Belice e “minni di virgini” nella vicina Sambuca, biscotti ricci e quadrelli di mandorla e pistacchio a Canicattì. La specialità del capoluogo è il couscous dolce.